venerdì 20 aprile 2018

Una pubblicità decisamente ben fatta

Sulle TV tedesche gira una pubblicità di EDEKA (una specie di CONAD tedesca, per chi non lo sapesse) che io trovo decisamente ben fatta.

È questa:


Per chi non parla il tedesco, la storia è più meno così.
Mamma e bambino vanno a fare la spesa, il bambino nota che sui prodotti c'è appunto il marchio EDEKA e quando arriva un commesso gli chiede perché.
Quest'ultimo gli spiega che sulle cose di cui si è particolarmente orgogliosi si mette il proprio nome in bella evidenza.
A questo punto arriva una ragazza (forse la sorella maggiore del bimbo, almeno così io intendo) dotata, obiettivamente, di un bel seno - cosa quindi di cui andare orgogliosa - e sulla maglietta, proprio all'altezza del seno, ha scritto "Zicke".
A quel punto tutti ammutoliscono imbarazzati.

Perché?

"Zicke" in tedesco significa bisbetica.

Quello che mi stupisce è che non siano ancora saltate su femministe varie e cosiddetti social justice warriors a urlare al sessismo, alla donna oggetto, ecc., ecc.

Saluti,

Mauro.

giovedì 19 aprile 2018

La sicurezza totale non esiste e non può esistere

Uno degli argomenti che gli antivaccinisti generalmente portano a difesa delle proprie posizioni è: "Ma la vedete la lista dei possibili effetti collaterali sui bugiardini? È lunghissima!".

Argomento assurdo: proprio tale lista parla a favore dei vaccini (o di altri farmaci).
Vi sembra assurdo? Comprensibile, ma solo perché (purtroppo) non si sa come viene gestita la qualità nell'industria.

Io non lavoro nell'industria farmaceutica, ma mi occupo comunque di qualità nell'industria. Oggi nell'industria automobilistica, in passato anche nella tecnologia medicale e nell'elettrotecnica.
Quindi vi posso raccontare qualcosa al proposito.

La parte centrale del mio lavoro è la cosiddetta FMEA, cioè la valutazione dei possibili problemi di un prodotto o processo con l'analisi di possibili cause ed effetti e la ricerca di misure per evitare o almeno ridurre il verificarsi di detti problemi e di misure sul come scoprirli il prima possibile se alla fine comunque si presentano (detto in maniera grossolana, se siete interessati a maggiori dettagli, chiedete pure).
Se voi vedeste le tabelle che ottengo come risultati di queste analisi e valutazioni vi spaventereste e non comprereste più nessun prodotto, che sia un'automobile, un televisore, un antibiotico, un vaccino, un divano, un martello o chissà cos'altro.

Però è proprio questa dettagliata analisi che è una garanzia per l'utente: tale lunga lista di possibili problemi (alias effetti collaterali nel bugiardino) dimostra che il prodotto in questione è stato analizzato fin nei minimi dettagli, che sono state considerate tutte le possibili misure per ridurre al minimo i rischi e che chi lo produce è consapevole che un rischio residuo esiste sempre e che - anche grazie alle leggi - non vuole e non può nascondercelo.

Però... appunto: rischio residuo.
Le valutazioni e le analisi che vi ho descritto servono a scoprire ed evitare i rischi.
Ma la perfezione non è di questo mondo: quindi la sicurezza totale non esiste, non può esistere.
Lo scopo di un qualsiasi processo di qualità (di qualsiasi tipo) è e sarà sempre quello di minimizzare i rischi, non quello di annullarli (ok, il marketing lo promette... ma infatti noi che lavoriamo sul prodotto concreto coi colleghi del marketing più che collaborare spesso litighiamo).
Il rischio zero non esiste: chi lo promette o dice che può essere raggiunto è solo un ciarlatano.

L'unico prodotto che non comporta assolutamente rischi è il prodotto che non esiste.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 18 aprile 2018

Sviluppo web e programmazione

Sempre più spesso sento gente che confonde la costruzione di siti web con la programmazione.
Anzi, sento addirittura sviluppatori web che si autodefiniscono programmatori.

Balle.

Per costruire un sito web non hai bisogno di essere un programmatore.
Esistono tanti software e sistemi che ti permettono di costruire siti web anche molto complessi con l'unica precondizione di conoscere (possibilmente bene) l'HTML.
Ma l'HTML non è un linguaggio di programmazione. È "solo" un linguaggio evoluto di formattazione.
Certo, se vuoi inserire funzioni particolari nel tuo sito web è utile saper programmare strumenti che poi - appunto - inserisci nel sito. Ma questo è un altro livello, non è più semplicemente sviluppare una pagina web.

Per chiarire meglio, vi parlo di me.

Io non sono né un programmatore né uno sviluppatore web. Almeno non a livello professionale.
Però in passato ho sviluppato programmi (come sostegno per il mio lavoro di ricerca prima e di gestione progetti dopo) e ho anche sviluppato siti web (come hobby per associazioni culturali italo-tedesche).

Ecco: ogni volta che ho sviluppato un programma non ho mai avuto bisogno delle mie conoscenze web (o HTML che dir si voglia) e ogni volta che ho sviluppato un sito web non ho mai avuto bisogno delle mie conoscenze di programmazione (qualche volta mi hanno aiutato, come accennato sopra, per inserire funzioni particolari... ma necessarie non lo sono mai state).

E aggiungo: la programmazione - anche quella di base - sta come sfida sia intellettuale che tecnica a un livello molto superiore del creare siti web.
Oggi un sito web - anche complesso - può metterlo su chiunque non sia analfabeta.
Programmare in maniera seria invece richiede studio, conoscenza e impegno.

Saluti,

Mauro.

venerdì 13 aprile 2018

Ma cos'è l'industria "tech"?

La notte scorsa su Twitter mi stavo chiedendo una cosa.

Perché oggi vengono considerate "tecnologiche" solo aziende che hanno a che fare con informatica e internet o al limite robotica (ma queste ultime solo se collegate all'internet delle cose)?
Meccanica, farmaceutica, strumentazione medicale, elettrotecnica, automotive, aeronautica, logistica, ecc. non hanno bisogno di tecnologia? Non sono tecnologiche?

E non ditemi che non è vero: basta vedere gli articoli che appaiono nelle pagine di tecnologia di giornali, riviste e siti o quali aziende vengono trattate nei listini teconologici delle borse (solo per citare i due esempi più evidenti).

Credete forse che la tecnologia che c'è dietro un tomografo o una centrale elettrica sia meno complessa di quella che c'è dietro il vostro laptop o il vostro profilo Facebook?
O forse è invece il contrario?

Saluti,

Mauro.

giovedì 12 aprile 2018

Rispettare il diritto di parola

La tentazione della censura è purtroppo trasversale, anzi universale.

Gli unici che rispettano veramente il diritto di parola e combattono (nei fatti, non solo a parole) la sua negazione sono quelli che sono troppo deboli per negare detto diritto.
E che quindi non potrebbero farsi sentire se non esistesse.

Quando questi deboli diventano forti, non combattono più (nei fatti, a parole magari sì).

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Pubblicato in origine (in versione ridotta) come commento a questo articolo di Shevathas.

mercoledì 11 aprile 2018

La legge Severino e le consultazioni

Durante il primo giro di consultazioni per formare il nuovo governo (a parte che, come scrissi qui, un nuovo governo non è comunque necessario per legge, importante è solo che il governo, vecchio o nuovo che sia, abbia la fiducia del Parlamento) molti si sono scandalizzati per il fatto che Berlusconi sia andato al Quirinale nonostante la legge Severino.

Ora queste anime belle dimentcano due cose:

1) le consultazioni sono una prassi istituzionale, non sono regolate da leggi, da nessuna legge e quindi neanche dalla legge Severino (basta leggersi lo stesso mio articolo citato sopra);
2) la legge Severino (qui potete leggerla nella sua interezza) per quanto riguarda ciò che ci riguarda in questo caso parla solo di incarichi elettivi (ma nel senso di elettivi pubblici, istituzionali, non privati), e Berlusconi è andato al Quirinale come leader di Forza Italia, non come eletto a qualche cosa.

Ergo: Berlusconi si è comportato in maniera totalmente inelegante e tutto sommato irrispettosa, su questo sono il primo a censurarlo, ma non ha tenuto assolutamente nessun comportamento illegale o, peggio, incostituzionale, e quindi in questo mi trovo costretto a difenderlo.

Il problema è che le leggi vengono spesso citate, ma molto meno spesso lette.

Saluti,

Mauro.

martedì 10 aprile 2018

La matematica, la storia e l'ignoranza

Voi sapete che, pur essendo questo blog un blog generalista, uno degli argomenti che mi interessano di più è sbugiardare l'ignoranza scientifica dell'informazione (in particolare, ed è logico vista la mia formazione, su temi matematici e fisici).

Ora Linkiesta ha superato ogni mia speranza (o incubo, fate voi): è riuscita a mettere insieme ignoranza matematica e ignoranza storica.
Sì, avete letto bene: Linkiesta ha violentato insieme matematica e storia.

In un articolo di ieri dedicato a un film austriaco uscito nelle sale nel 1924, l'autore (non so chi sia: l'articolo è firmato genericamente LinkPop) sostiene che il film predice Hitler e la sua caccia agli ebrei di 20 anni.

Ora 1924+20 fa (nel mio mondo dove la matematica non è un'opinione) 1944... e nel 1944 Hitler ormai stava perdendo la guerra, dopo undici anni di regime.
Oppure tra il 1933 e il 1944 la Germania è stata governata da Churchill e gli ebrei erano rispettati e amati?

Per di più (e qui anche il più impreparato degli storici avrebbe potuto evitare l'errore all'autore) nel 1924 non c'era nulla da predire: Hitler nel mondo di lingua tedesca era ben noto almeno a partire dal 1923 (tentato putsch di Monaco) e anche la caccia agli ebrei era già sport comune (esempio per tutti i pogrom in Russia, ma non solo).

Insomma, l'unica cosa che (forse) ha predetto quel film è l'ignoranza di chi ha scritto l'articolo.

Saluti,

Mauro.

domenica 8 aprile 2018

Che cos'è il Kiepenkerl?

Molti dei miei lettori sanno che Münster è stata, per così dire, il mio ingresso in Germania.
Ho vissuto lì dal 1996 al 2001 e lì ho ancora molti amici e conoscenti.
Quindi l'attentato di ieri (che non è legato al terrorismo bensì a problemi psichici del responsabile, a quanto pare) mi ha colpito particolarmente.

Però qui oggi non voglio parlarvi dell'attentato in sé o dei miei sentimenti, bensì del Kiepenkerl.
Tutti avrete sentito o letto questa parola. E tutti avrete letto che il Kiepenkerl è un ristorante di Münster e che prende il nome dalla statua di un mercante posta fuori dal locale (e molti avranno pensato che Kiepenkerl fosse il cognome di detto mercante... no, non lo è).
Non è proprio così, anche se è vero che il ristorante davanti a cui è avvenuta la strage sia chiama Kiepenkerl.

Qui vorrei raccontarvi cos'è veramente il Kiepenkerl. Sperando che vi interessi.

Partiamo dal ristorante.
In realtà si tratta di due ristoranti: il Großer Kiepenkerl e il Kleiner Kiepenkerl, siti fianco a fianco nella piazzetta chiamata Spiekerhof.
L'attentato è avvenuto sui tavoli all'aperto del primo, il "grande" Kiepenkerl.
Si tratta di due tra i più tradizionali locali di Münster, con ambiente famigliare ma servizio e cucina di alta qualità. Il primo esistente nella forma attuale dal 1891 (ma erede di una tradizione ben più lunga) e il secondo con già comunque i suoi 60 anni sul groppone.
In entrambi i locali sono spesso andato quando vivevo a Münster e se capitate da quelle parti non posso che consigliarveli entrambi (anche se il Großer Kiepenkerl ha comunque un qualcosa di più, non solo storicamente).

E ora veniamo al mercante.
Intanto chiariamo: i ristoranti non prendono il nome dalla statua. Ma proprio dal mercante (come anche la statua stessa).
Del resto la statua è stata fatta e posizionata nel 1896, mentre come detto sopra il primo dei due ristoranti esiste almeno dal 1891.
Kiepenkerl (plurale: Kiepenkerle) non era un cognome, bensì la denominazione dei mercanti ambulanti diffusi nell'area compresa tra il Sauerland (poco a nordest di Colonia) e Amburgo (infatti il nome viene non dal tedesco ufficiale, bensì dal dialetto parlato in parte di quell'area).
Questi ambulanti rifornivano le città con prodotti della campagna (uova, latticini, pollame, ecc.) e le campagne con prodotti come sale, tessuti, ecc. ma anche notizie, quando i giornali non esistevano ancora (o erano limitati alle città).
Nella zona di Münster (il Münsterland) questi ambulanti avevano un abbigliamento più o meno standard e facilmente riconoscibile: gerla a spalla, berretto, pipa, giacchetta blu, bastone, zoccoli di legno.
Il nome viene proprio dalla gerla a spalla: in tedesco si chiama Kiepe (Kerl invece significa uomo, tipo... quindi Kiepenkerl si può tradurre come "l'uomo, il tipo con la gerla").

Saluti,

Mauro.

sabato 7 aprile 2018

Attentato a Münster

La "mia" Münster sembrava risparmiata dalla violenza cieca contro la folla, invece era solo illusione.
Quante volte sono andato al Kiepenkerl quando vivevo lì. E quante volte ho avuto il desiderio di tornarci quando me ne sono andato.

Certo, non è che un attentato a Münster sia più grave che in un'altra città... ma quando ciò avviene in un luogo a cui sei profondamente legato (come io con Münster) ti colpisce di più, molto di più.

Saluti,

Mauro.

Casaleggio e i giornalisti

Tutti (o almeno molti) avrete letto del fatto che all'evento sum#02 organizzato dalla Fondazione Casaleggio a Ivrea è stato impedito l'accesso al giornalista de La Stampa Jacopo Iacoboni.

Motivazione? Gli articoli (e un libro) critici del giornalista in questione sul Movimento 5 Stelle (e già questa motivazione smentisce le balle sempre raccontate da Casaleggio & co. sulla separazione tra M5S, Fondazione e Casaleggio srl).

Ora, la cosa va esaminata su due piani.

Il primo piano è quello meramente legale.
Essendo l'evento organizzato da una fondazione privata e non da un'istituzione pubblica, l'organizzatore ha legalmente tutto il diritto di decidere chi può accedervi e chi no.
E questo va riconosciuto (anche se molti giornalisti e commentatori lo dimenticano).

Il secondo piano, in questo caso preponderante, è quello politico.
La motivazione dell'esclusione di Iacoboni dimostra che non vi è distinzione di fatto tra M5S, Fondazione e Casaleggio srl.
E che questa esclusione è un atto puramente e solamente politico.
Oltretutto ciò dimostra chi veramente controlla il M5S e che considerazione della democrazia e della libertà di stampa questi abbia.

Saluti,

Mauro.

Misteri novaresi

Qualche tempo fa vi avevo raccontato qui dell'impennata di visite dalla Russia sperimentata dal mio blog nel 2017 (per inciso: sta continuando nel 2018).

Però la Russia in realtà non è l'unico caso particolare.
Io tengo statistiche abbastanza dettagliate solo per gli stati... ma in qualche modo tengo sott'occhio anche le città... e Novara sembra essere diventata la Russia italiana, almeno per quanto riguarda il mio blog ;-)

Come vi dissi quando scrissi dei misteri russi, tengo statistiche a partire dal 2010.
Bene, tra il 2010 e il 10 marzo 2018 dalla città di Novara ho ricevuto 164 visite. Tenendo conto delle dimensioni della città e della posizione geografica (rispetto ai "miei" luoghi) nulla di strano.
Però... tra l'11 marzo 2018 e il 31 marzo 2018 (cioè 20 giorni rispetto ai circa 8 anni di cui sopra) da Novara sono arrivate ben 105 visite.

Che i russi si siano trasferiti a Novara?

Saluti,

Mauro.

domenica 1 aprile 2018

Pesci d'aprile mancanti

Non so voi, ma io quest'anno ho l'impressione che girino molti meno pesci d'aprile del solito.

Oggi però è anche Pasqua.

Se i pochi pesci d'aprile sono dovuti al rispetto per la Pasqua, allora vi dico che l'umanità è solo un branco di ipocriti.

Se invece si sta cominciando a capire che è un'usanza ormai solo portatrice di noia (e solo i minus habens ormai ci cascano) e quindi inutile... forse per l'umanità c'è speranza.

Buona Pasqua a tutti,

Mauro.

sabato 31 marzo 2018

Dettagli genovesi 28 - Surfisti sul Bisagno



Saluti,

Mauro.

Attenti al bagalio!

Sì, lo so, nel titolo c'è un errore ortografico... Ma non è farina del mio sacco.

Aeroporto di Monaco di Baviera:


Saluti,

Mauro.

venerdì 30 marzo 2018

Perché lui è furbo

Ieri Mattia Butta (ma non è stato l'unico in questi giorni) ha pubblicato un articolo in cui spiega che anche nella vita reale regaliamo da stupidi dati importanti sulla nostra vita, non solo in rete.

Tutto giusto, ma io andrei oltre.

Ipotizziamo, per assurdo, che solo tramite la rete si possano ricavare dati sulle persone e che la vita reale sia sicura.

Il furbo, quello che ha capito tutto, si cancella da Facebook e per sicurezza toglie l’URL dai preferiti e disinstalla l’app.
Contemporaneamente fa lo stesso con Google e comincia a usare solo altri motori di ricerca (e visto che lui “sa”, toglie Chrome e passa a un altro browser).

Però Facebook non è (più) il social network e Google non è (più) il motore di ricerca.
Entrambi sono ormai conglomerati che possiedono un sacco di altre aziende e gestiscono un sacco di altre applicazioni e siti.

Ma lui è furbo e infatti va su Internet senza più fornire dati a Facebook e Google.

Lui è furbo. Li fornisce solo ad aziende che appartengono a quei colossi costringendoli a fare la fatica di un passaggio in più prima di averli a disposizione sul proprio server centrale.
Perché lui è furbo, mica si fa fregare da Facebook o Google.
Per le cose importanti poi lui si affida a Yahoo, Twitter, LinkedIn, ecc., ecc. mica a Facebook e Google.

Perché lui è furbo. Mica come noi.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Testo pubblicato in origine (con minime variazioni) come commento all'articolo citato all'inizio.

mercoledì 28 marzo 2018

A chi deve dare l'incarico Mattarella?

Tutti stanno tirando la giacchetta a Mattarella sulla nomina del presidente del Consiglio.
Da più parti si ricordano ipotetici "doveri" e i risultati del voto.

Bene: qualsiasi cosa dicano Di Maio, Salvini e tutti gli altri... prendetela e buttatela nel cesso.

Mattarella in quanto Presidente della Repubblica nella scelta a chi dare l'incarico è legato a una sola e semplice norma: l'articolo 92 della Costituzione.
Detto articolo recita:

Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri.
Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri.

Nient'altro. Nulla. Zero.
Mattarella non è legato a nessun risultato elettorale o altra condizione o limitazione.

Mattarella, in realtà, se volesse potrebbe anche risparmiarsi le consultazioni e fare tutto da solo o inventarsi un nuovo rituale, visto che tutto quanto succede tra l'elezione dei presidenti delle due camere e la nomina del Presidente del Consiglio non è governato né dalla Costituzione né da leggi ordinarie, ma è semplice prassi istituzionale (prassi che ha un senso e una motivazione seria, ma che comunque solo prassi rimane).

Paradossalmente anche le dimissioni del governo in carica in caso di nuove elezioni sono solo prassi istituzionale: il governo non ha il dovere di dimettersi, ma solo di richiedere la fiducia al nuovo Parlamento.

L'unica regola (non scritta, quindi neanche questa obbligatoria) che tutti (o quasi) i Presidenti della Repubblica seguono è quella di dare l'incarico alla persona che in quel momento abbia le maggiori possibilità di formare un governo capace di ottenere la fiducia del Parlamento (per la forza del suo gruppo parlamentare, per la capacità di tessere alleanze, per carisma, per qualità diplomatiche o per un misto di due o più di queste caratteristiche o per chissà cos'altro ancora).

Anche l'ipotetico incarico esplorativo è solo prassi istituzionale per cercare di sbloccare situazioni di impasse. Non è regolato da nulla.

Quindi smettete di tirare Mattarella per la giacchetta.

Saluti,

Mauro.

lunedì 26 marzo 2018

Solidarietà europea

Appena la Slovacchia fa fuori Robert Fico come primo ministro, l'Italia elegge Roberto Fico come presidente della Camera.

Saluti,

Mauro.

È morto Fabrizio Frizzi

Io non ho mai conosciuto personalmente Fabrizio Frizzi, ma quanto leggo ora in rete su di lui mi fa venire in mente quanto io personalmente potei sperimentare di un altro "VIP", cioè Manuel De Sica.

Quello che però mi ha infastidito nei ricordi presentati in televisione è stato il presentarlo vicino ad Alberto Sordi... ok, Frizzi rispettava e ammirava Sordi (o almeno questa era la versione ufficiale)... ma voi avete mai visto un sorriso, una risata falsa, ipocrita come quella di Sordi? Avete mai visto un attore meno spontaneo e meno credibile di Sordi?
Io no (solo nel film I Magliari lo ho veramente apprezzato, per il resto nulla, zero).

Ricordare qualcuno affiancandolo a Sordi è un'offesa.

Saluti,

Mauro.

domenica 25 marzo 2018

Il gelato di Salvini

Tutti avete letto negli ultimi giorni la storia della dipendente di una gelateria che ha rifiutato di servire Salvini. Non serve che ve la racconti di nuovo.

Quello che però posso raccontarvi è che la storia molto probabilmente è (molto) esagerata.
Leggete le dichiarazioni della dipendente e della sua famiglia, leggete le dichiarazioni dei gestori della gelateria. Tutte dichiarazioni che non dicono nulla, da qualsiasi parte arrivino. Semplicemente parole, parole, parole.

Per di più Salvini mentre era nella gelateria non si è accorto di nulla. E anche dopo non si è espresso sul tema. Credete veramente che un politico come lui non avrebbe sfruttato la cosa (qualsiasi politico di qualsiasi partito ne avrebbe approfittato, ma uno con le sue posizioni a maggior ragione)?

Insomma, alla fine la domanda è: siamo sicuri che sia veramente successo qualcosa?

Saluti,

Mauro.

sabato 24 marzo 2018

Genova in vendita

Per lo meno nel supermercato sotto casa.




In tedesco "Genua" significa "Genova".

Saluti,

Mauro.

venerdì 23 marzo 2018

Oggi si è insediato il nuovo Parlamento

Da ateo dico: Dio ce la mandi buona.

O meglio: che Mattarella usi al massimo i suoi poteri (non assoluti, ma neanche trascurabili).

Saluti,

Mauro.

mercoledì 21 marzo 2018

Noi non siamo un partito

Da qualche tempo gira in rete la seguente immagine (con l'obiettivo di paragonare il testo con le affermazioni di Grillo, soprattutto quelle prima delle elezioni del 2013):


Ora, come testo hitleriano (o se non suo personale, almeno della sua propaganda) è credibile e verosimile. Su questo non ci piove.
Ma oltre che credibile e verosimile è anche vero? Proviamo a indagare.

La risposta semplice è: no. Almeno non letteralmente.
Il testo più vicino a quanto sopra che ho trovato è un comizio tenuto il 27 luglio 1932 a Eberswalde.
Qui trovate il testo originale. Ma vediamo quali parti di questo testo si avvicinano a quanto sopra.

Sul cosa è la NSDAP:

Ich habe mir ein Ziel gestellt: nämlich die 30 Parteien aus Deutschland hinauszufegen!
Sie verwechseln mich immer mit einem bürgerlichen oder einem marxistischen Politiker, der heute SPD und morgen USPD und übermorgen KPD und dann Syndikalisten oder heute Demokraten und morgen deutsche Volkspartei und dann [...] Wirtschaftspartei ... Sie verwechseln uns mit Ihresgleichen selbst!

Che si può tradurre come segue:

Mi sono posto un obiettivo: spazzare via dalla Germania questi 30 partiti! Mi confondono sempre con un politico popolare o marxista, che oggi è SPD e domani USPD e dopodomani KPD e quindi tra i sindacalisti oppure oggi tra i democratici e domani nel Partito Popolare Tedesco e quindi [...] nel partito dell'Economia ... Ci confondono con loro stessi!

Sulla tomba:

Wir haben ein Ziel uns gewählt und verfechten es fanatisch, rücksichtslos bis ins Grab hinein!

La cui traduzione è (e come vedete non parla della tomba per gli altri partiti):

Ci siamo scelti un obiettivo e lo perseguiamo fanaticamente, senza riguardi fin dentro la tomba!

Sul discorso del popolo:

Vor diesen 30 Parteien gab es ein deutsches Volk, und die Parteien werden vergehen und nach ihnen wird bleiben wieder unser Volk. Und wir wollen nicht sein eine Vertretung eines Berufs, einer Klasse, eines Standes, einer Konfession oder eines Landes, sondern wir wollen den Deutschen so weit erziehen, daß vor allem alle begreifen müssen, daß es kein Leben gibt ohne Recht und daß es kein Recht gibt ohne Macht und daß es keine Macht gibt ohne Kraft und daß jede Kraft im eigenen Volk sitzen muß.

Che si può tradurre:

Prima di questi 30 partiti c'era un popolo tedesco, e i partiti passeranno e dopo di essi rimarrà di nuovo il nostro popolo. E noi non vogliamo essere la rappresentanza di una professione, di una classe, di una corporazione, di una confessione o di una regione, bensì vogliamo educare i tedeschi in modo che capiscano che non c'è vita senza diritto e non c'è diritto senza potere e non c'è potere senza forza e che la forza deve risiedere nel proprio popolo.

L'affermazione che gli altri partiti siano già morti non c'è in nessun punto del comizio (anche se volendo si potrebbe vederla come sottintesa).
Il discorso sulle alleanze (anche se nel comizio è espresso più articolatamente) è invece sostanzialmente uguale.

Insomma, qualsiasi cosa volesse dimostrare chi ha preparato l'immagine in questione, si tratta solo di un brutto riassunto di un discorso molto più complesso e articolato.
Il sospetto avrebbe comunque dovuto venire subito a chi conosce la storia (anche senza conoscere il tedesco o il testo originale): Hitler era un logorroico, mai si sarebbe accontentato di un discorso così conciso e senza arzigogoli.

Saluti,

Mauro.

martedì 20 marzo 2018

Considerazioni ciniche sull'auto a guida autonoma

Avrete tutti letto del primo incidente automobilistico mortale coinvolgente un auto a guida autonoma (per chi in questi giorni fosse stato sulla Luna qui il primo articolo che spunta sul sito del Corriere della Sera, ma basta andare su qualsiasi sito di qualsiasi giornale italiano o straniero per trovarne).

Uber, la società che stava conducendo il test in questione, ha subito sospeso tutte le attività su strada riguardanti la guida autonoma e probabilmente ci saranno frenate, se non blocchi, anche da parte di altre società che fanno ricerca e test nel settore.

A leggere molti commentatori questo incidente pone seri dubbi sulla sicurezza e di conseguenza sul futuro delle auto a guida autonoma.

Certo, questo incidente è una tragedia (soprattutto per la vittima e i suoi parenti e amici una tragedia immane, questo è chiaro), ma come al solito da parte della stampa si è partiti con esagerazioni a tutto spiano.

Io non sono un esperto del settore e neanche una persona particolarmente attratta da questa tecnologia, ma due cose (che magari sembreranno ciniche) mi sento di poter tranquillamente dirle.

Primo. Si tratta di un incidente. E ogni tecnologia in fase di sperimentazione è per forza di cose più pericolosa che una volta matura per la serie. A meno di non fare i test solo in ambienti isolati... ma allora non scoprirai mai come questa tecnologia (o qualsiasi altra tecnologia in qualsiasi settore) funziona nella realtà.

Secondo. Mettiamoci bene in testa che gli incidenti (anche mortali) per le strade ci sono sempre stati. C'erano prima che arrivasse l'auto, ci sono ora e ci saranno inevitabilmente anche il giorno che tutte le auto dovessero essere a guida autonoma. La sicurezza di una tecnologia o dell'altra si valuta in base a quanti incidenti si hanno per milione di chilometri percorsi (o per milione di passeggeri trasportati), quindi potrai sapere con certezza se la guida autonoma sia più o meno sicura di quella tradizionale solo quando ci saranno un bel po' di auto autonome per le strade (e non per sperimentazione).

Quello piuttosto che mi chiedo io è: dato che c'era una persona dentro l'auto anche allo scopo di intervenire in caso di emergenza... cosa faceva questa persona? Dormiva?

Saluti,

Mauro.

sabato 17 marzo 2018

Lettera aperta a Salvo Di Grazia

Caro Salvo,

io seguo il tuo blog da una vita, non proprio da quando lo hai creato ma quasi.
Non apprezzo solo il contenuto medico o scientifico (che da scienziato, pur in altro settore, considero comunque fondamentale), ma soprattutto la tua capacità di esprimerti in maniera comprensibile da chiunque.

Però l'otto marzo scorso la hai fatta fuori dal vasino. Molto fuori. Ma veramente molto.
Pur di associarti alla vulgata attuale sul femminismo (perché, nonostante il titolo Donne del tuo articolo, tu non hai parlato delle donne bensì delle femministe) hai offeso, anzi diffamato, buona parte dell'umanità.

Quindi ora io chiedo apertamente le tue scuse.
Tu hai il dovere di scusarti verso tutti gli uomini (o maschi, se preferisci) che sono estremamente corretti sia nei confronti delle donne che in generale.

Tu scrivi: Nulla a che vedere con noi uomini, rozzi, pesanti, banali. E non lo dico per luogo comune ma proprio perché noi uomini siamo in genere più prevedibili e superficiali.

Ecco, io non so che uomini tu frequenti, ma se veramente sono uomini che rispecchiano quanto scrivi (ma voglio sperare che tu lo abbia scritto solo per renderti bello presso i talebani del politicamente corretto) posso solo darti un consiglio: cambia amicizie e frequentazioni, visto che gli uomini sono solo in minima parte (ma veramente molto minima) come tu li descrivi.

Io non sono come tu descrivi gli uomini. E nessuno dei miei amici e conoscenti lo è.
Quindi o ti scusi o potrei prendere in considerazione l'idea di querelarti.

Con immutata stima (femminismo a parte),

Mauro.

venerdì 16 marzo 2018

Giornate nere nella storia

I singoli giorni nel calendario sono neutri, in sé non significano nulla.
Ogni giorno porta successi per qualcuno e disgrazie per qualcun altro... e nulla di particolare per la maggioranza.

Però esistono singoli giorni che entrano nella storia come neri, come esemplificazione del male, della disgrazia.

Il 16 marzo è uno di quelli.

16 marzo 1935: Hitler ordina il riarmo della Germania.
16 marzo 1968: massacro di My Lai.
16 marzo 1978: strage di via Fani.

Interessante notare - come curiosità - che in un altro 16 marzo - per la precisione il 16 marzo 1995 - l'ultimo degli stati USA (il Mississippi) ratifica il XIII emendamento della Costituzione statunitense, quello che sancisce l'abolizione della schiavitù.
Emendamento scritto nel 1865 e ratificato dallo stato del Mississippi nel 1995.
Nel 1995! 1995, ve ne rendete conto?

Saluti,

Mauro.

mercoledì 14 marzo 2018

Perché non celebro Stephen Hawking (almeno non come vi aspettereste)

Stamattina è morto Stephen Hawking, senza dubbio il più noto fisico dei tempi recenti, ormai quasi un'icona pop.
Leggo già in giro frasi tipo "il più grande del dopoguerra", "il più grande del nuovo millennio", ecc. (talvolta anche chiamandolo scienziato in generale, non esplicitamente fisico).
Tutte stronzate. Ma non perché Hawking non sia stato un fisico con le palle, bensì perché è impossibile confrontare fisici di ambiti diversi (per non parlare di scienziati di discipline diverse). È stato più grande Higgs con la sua previsione dell'omonimo bosone o Hawking coi suoi studi sui buchi neri o Pinco Pallino con i suoi studi su chissà cosa?
Ecco la risposta la avete capita: non si può dire perché sono cose troppo diverse tra loro.

Fatta questa premessa, perché non lo celebro?

Come fisico, il suo ambito era troppo diverso dalle cose di cui mi sono occupato io per poterlo valutare, per poterne parlare.
Tornando al paragone di prima: l'ambito di Higgs lo conosco meglio, quindi posso dire anche io stesso in prima persona se le sue ricerche sono state importanti o meno, l'ambito di Hawking decisamente meno, quindi potrei solo copiare e pappagallare cose dette da altri fisici esperti del campo.

Come uomo, non lo ho conosciuto di persona quindi al limite potrei parlare delle mie impressioni sullo Stephen Hawking pubblico. Ma un uomo per poterlo giudicare veramente bisogna conoscerlo nel privato o almeno in quell'area a cavallo tra privato e pubblico nella quale prima o poi tutti ci troviamo.
E per di più, a sentire chi lo ha conosciuto non professionalmente, Hawking era una persona normalissima, piena di pregi e di difetti. Quindi cosa c'è da celebrare?

Il motivo per cui in realtà Hawking è diventato famoso, diciamoci la verità, è il suo handicap. Senza handicap al di fuori dell'ambito scientifico non lo conoscerebbe nessuno.
Molta gente crede che lui abbia raggiunto alte vette scientifiche nonostante il suo handicap, vincendo il suo handicap.
Bene, prima di tutto lui il suo handicap non lo ha vinto: guardatevi come ha vissuto e come si presentava in pubblico e ditemi cosa ha sconfitto.
Secondariamente, lui non aveva un handicap intellettivo, la sua intelligenza non era minimamente toccata dai suoi problemi (e il QI - sempre che come misura dell'intelligenza valga qualcosa - è una questione naturale, non una cosa che conquisti... sì, come i muscoli anche il cervello va tenuto allenato, ma se nasci scemo, scemo rimani). E lui, in quanto fisico teorico, aveva bisogno solo del suo cervello per lavorare. Ci sono ambiti scientifici in cui obiettivamente se hai degli handicap fisici - anche se sei un genio - hai i tuoi seri problemi. Bene, la fisica teorica non è uno di questi.

L'unica cosa per cui Hawking va sinceramente celebrato, per la quale merita il rispetto di tutti noi e davanti alla quale io mi inchino è stato il suo sostanziale fregarsene della sua invalidità e il cercare di vivere la sua vita in ogni ambito, non solo quello accademico.
La maggior parte delle persone - indipendentemente dal QI - al suo posto si sarebbe lasciata andare all'autocommiserazione o alla disperazione o a entrambe le cose.
Lui no. In questo, sì, è stato un gigante.

Saluti,

Mauro.

sabato 10 marzo 2018

Come funziona un'alleanza di governo

Visto che ho l'impressione che in questo momento alcuni partiti non abbiano idea di come si formi e si porti avanti un'alleanza di governo, vorrei fornire qui qualche indicazione.

Se in un turno elettorale un partito ottiene da solo la maggioranza dei seggi, quanto dirò dopo logicamente non vale nulla: quel partito può fare quel che vuole fino a che rimane nei confini stabiliti dalla Costituzione.

Partiamo dal presupposto che in un'alleanza di governo ci sia un partito di maggioranza relativa e uno o più partiti con meno seggi del primo (due partiti con lo stesso numero o quasi di seggi si alleano solo in casi eccezionali, tipo guerra).

Come funziona un'alleanza in questo caso?

Intanto, prima di tutto, tutti i partiti (in teoria tutti tutti, in pratica tutti quelli che hanno una vaga possibilità di poter entrare nel governo) si parlano tra loro per verificare (prima ancora di ragionare su possibili accordi) vicinanze e lontananze.

Nel momento in cui poi cominciano concrete trattative per la formazione di un governo cosa succede?
Il partito di maggioranza relativa indica la linea guida del governo (più o meno dettagliata a seconda di quanto forte è la sua maggioranza relativa) e quindi si tratta sui singoli punti, in maniera da arrivare come compromesso a un minimo comun denominatore che permetta di lavorare insieme.
Sui punti che non sono importanti (se ce ne fossero) per l'elettorato del partito di maggioranza relativa si accettano le posizioni dei partner minori.

Questo è ciò che io desidero da un'alleanza di governo?
Questa è la definizione ideale di alleanza di governo?

Né l'uno né l'altro.
Questo è semplicemente quello che è sempre successo nelle varie alleanze di governo in giro per l'Europa.
Il pentapartito e le varie alleanze successive in Italia.
La Große Koalition e la varie alleanze precedenti in Germania.
L'alleanza conservatori-liberali nel Regno Unito.
Le varie alleanze di ogni colore in Francia, Spagna e altri paesi.

Queste alleanze hanno sempre funzionato se veniva assicurato a priori quanto sopra, non hanno mai funzionato quando sono state messe su senza prima assicurare quanto sopra.

Prima che mi contestiate: con funzionare intendo reggere come alleanza senza crisi e senza essere deboli di fronte agli attacchi delle opposizioni... il fatto che poi dette alleanze abbiano effettivamente fatto il bene dei rispettivi paesi o meno è altra cosa.

Saluti,

Mauro.

Senza di me

Il PD ha obiettivamente perso le elezioni.
Il M5S si proclama vincitore. E guardando solo i nudi numeri lo è. Leggendo però tra le righe il vero vincitore è la Lega.

Tenendo conto non solo dei risultati ma anche di come si sono comportati i vari partiti durante la campagna elettorale è giusto che il PD ora vada all'opposizione.
Le urne hanno detto che non merita di guidare il governo.
Il comportamento di Lega e, soprattutto, M5S ha detto che questi non meritano nessun sostegno dal PD.

Quindi io trovo encomiabile la campagna spontanea "senza di me/noi" lanciata dagli elettori e dai militanti PD su Twitter (immagino ci sia anche su Facebook, ma ormai su FB io ci vado molto poco, quindi non so).
La trovo talmente encomiabile che, pur non avendo mai votato PD prima, potrebbe essere - se portata avanti con coerenza e anche dalla dirigenza - un motivo per me per votare PD la prossima (a meno che non si riesca a presentarsi con W la Fisica).

Però, vivendo in Germania, ho come un déjà vu.

A settembre 2017 ci sono state le elezioni parlamentari in Germania. La SPD - ergo i socialdemocratici, quelli che vengono visti come il corrispettivo dell'italiano PD - ha preso un scoppola epocale, raggiungendo i suoi minimi storici ma rimanendo il secondo partito dopo la CDU/CSU di Angela Merkel.
Esattamente come successo al PD il 4 marzo.

All'inizio Martin Schulz, capo del partito, dichiarò che la SPD sarebbe andata all'opposizione senza se e senza ma, che non era disponibile per una coalizione di governo.
E la base, in particolare la frangia più giovane, ad applaudire questa decisione.
Qualche voce contraria, sì, ma a sentire in giro (veri sondaggi non vennero mai fatti) appunto solo qualche voce.
Esattamente come sta succedendo al PD ora.

E le prime trattative per formare un governo infatti si tennero tra Union, liberali e verdi.
Come prevedibile fallirono. Mettere insieme liberali e verdi è impossibile. Non tanto per ragioni ideologiche (nonostante la vulgata propagandata qui dalla stampa di ogni colore)... bensì perché nessuno dei due partiti avrebbe accettato di avere le stesse poltrone dell'altro. La condizione di entrambi per sostenere Angela Merkel era di avere assolutamente una poltrona più dell'altro.

E qui, visto che la SPD non era disposta a fare coalizione si sarebbe dovuti andare a elezioni anticipate. Col governo attuale in carica per l'ordinaria amministrazione o uno monocolore con pieni poteri ma di minoranza, ma in entrambi i casi con lo scopo di preparare nuove elezioni per l'autunno 2018.
Ma... ma la SPD con Martin Schulz accetta di "parlare" (non di trattare, almeno così la versione ufficiale) con l'Union per senso di responsabilità.
Da questo "parlare" esce un documento che elenca i temi su cui si potrebbe trattare ufficialmente con l'Union. E la base (cioè gli iscritti, è logico che non puoi chiedere agli elettori: almeno ufficialmente non sai chi sono) della SPD dà mandato a Schulz e alla dirigenza di trattare.
Ma molti vedono ciò come un modo di prendere tempo, di allontanare di un paio di mesi le elezioni per permettere al partito di riprendersi un po' dalla scoppola.

Si tengono quindi le trattative (più lunghe del previsto) e a fine febbraio (5 mesi dopo le elezioni) la SPD presenta alla sua base (cioè gli iscritti, vedi sopra) il programma di governo concordato con l'Union.
La base ora deve votare per accettare o meno. Voto vincolante, non consultivo.
E molti (anche se non tutti) pensavano che la base avrebbe detto no.
I risultati di questo voto sono stati resi noti il 4 marzo (toh, questa data la conosco): la base ha votato a favore della grande coalizione, la Große Koalition.
L'unico risultato della SPD è stato liberarsi di Martin Schulz, visto che non sarà ministro e che ha rinunciato alla guida del partito.

Cari elettori e militanti PD, state attenti. Molto attenti.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 7 marzo 2018

I torti non si sommano algebricamente ma in valore assoluto

Il titolo di questo articolo non è mio, lo ho rubato all'amico Shevathas.

Però credo di poterglielo rubare senza rischio di denuncia o querela, visto che lui lo ha preso da un mio commento al suo blog di qualche tempo fa: Razzismo e torti (come anche i diritti, quelli veri) si sommano in valore assoluto infatti, non algebricamente. :-)

Sul discorso torti ha spiegato benissimo lui la cosa, quindi riporto esplicitamente le sue parole: Per i non tecnici; se si sommassero algebricamente 1 Torto A->B + 1 Torto B->A = 0 Torti; se si sommano in valore assoluto 1 Torto A->B + 1 Torto B->A = 2 Torti.

Però, come scritto nella mia frase originale, la cosa vale anche per razzismo e diritti (oltre che per altre cose che non ho citato).

Quindi ritengo utile fare esempi per razzismo e diritti.

Quando si parla di razzismo noi siamo abituati a vedere il razzismo dei bianchi contro i neri (sempre che le parole bianchi e neri significhino qualcosa).
Però il razzismo è generalizzato: ogni popolo ha le sue frange razziste, più o meno ampie, più o meno violente.
Ora in Europa molti giustificano il razzismo antieuropeo col razzismo degli europei verso gli altri.
Io non nego assolutamente il nostro razzismo verso popoli extraeuropei (e talvolta anche verso popolazioni europee viste come meno "europee" di altre), ma questo non giustifica nessun altro razzismo.
Se un europeo odia gli africani, il fatto che un africano odii gli europei non è una compensazione, è solo un altro razzismo. Siamo di fronte a due stronzi da bastonare entrambi, non a due cose che si compensano.

Lo stesso per quando riguarda i diritti.
L'esempio migliore sono le unioni civili (in Italia, in altri paesi sono matrimoni in tutto e per tutto).
Il Vaticano e i suoi lecchini alla Adinolfi le contestano in quanto attacchi alla famiglia tradizionale. Ma dove? (Ne scrissi già più di dieci anni fa qui).
Qui si concede un diritto a qualcuno che prima non lo aveva, senza togliere nessun diritto a chi già lo aveva.
Dove prima c'era un diritto per qualcuno, ora c'è un diritto per qualcuno in più (o altrimenti detto: dove prima c'era un diritto, ora ce ne sono due). Ma, appunto, nessun diritto è stato cancellato, quindi abbiamo una somma di valori assoluti, non due diritti che si annullano a vicenda.

Saluti,

Mauro.

Che Di Maio non esulti troppo

Di Maio non ha capito (ma per capire servono i neuroni, quindi in realtà Di Maio non c'entra) che il successo del M5S è un voto "contro", non un voto "per".

Nessuno voleva Di Maio, Grillo, Casaleggio e consorti... ma tutti (o quasi) volevano liberarsi di Renzi, Berlusconi e D'Alema. E hanno in tal senso votato.

Il vero vincitore (che piaccia o meno) è Salvini, non Di Maio.

Perché al prossimo voto (che non sarà nel 2023, ma nel 2019 o al più tardi nel 2020, visto che la legislatura morirà decisamente prima della della morte naturale, cioè non durerà 5 anni... proprio per niente) Di Maio sparirà, Salvini invece no.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Anche dovessi sbagliarmi sul M5S, garantisco che non mi sbaglio su Di Maio: alle prossime elezioni lui sparirà sia che che il M5S trionfi sia che il M5S sparisca.

martedì 6 marzo 2018

I misteri del tedesco 11 - Un cannone per i passeri

Se qualcuno dei miei lettori è un cacciatore, ho una domanda: quando andate a caccia di passeri che arma usate?

I tedeschi talvolta il cannone :-)

Infatti quando si usano mezzi esagerati per lo scopo che ci si prefigge o anche quando il risultato è infinitamente minore del previsto (ma soprattutto nel primo caso) i tedeschi dicono che si è sparato coi cannoni ai passeri: Mit Kanonen auf Spatzen schießen, appunto Sparare coi cannoni ai passeri.

Però a me non vengono in mente modi di dire italiani per rendere lo stesso concetto. Qualcuno dei miei lettori ne conosce uno?

Saluti,

Mauro.

Altre puntate:
I misteri del tedesco 1
I misteri del tedesco 2
I misteri del tedesco 3
I misteri del tedesco 4
I misteri del tedesco 5
I misteri del tedesco 6
I misteri del tedesco 7
I misteri del tedesco 8
I misteri del tedesco 9
I misteri del tedesco 10 

lunedì 5 marzo 2018

Il centro storico più bello della Germania

Norimberga.

Per lo meno per quanto riguarda le città grandi e medie.
Le città grandi e medie della Germania le ho viste praticamente tutte, me ne mancano pochissime. Ma nessuna di quelle che ho visto ha un centro storico affascinante come quello di Norimberga.










Certo, se guardiamo la città tutta e non solo il centro storico, è Amburgo a dominare... ma il centro storico di Norimberga... sinceramente può competere alla grande coi centri storici italiani.

Saluti,

Mauro.

No, la scheda non la mettevi tu nell'urna

Ieri durante la giornata elettorale e nei giorni precedenti ci hanno strapazzato e sfracellato le palle con la novità che non potevi più infilare la scheda nell'urna e che dovevi invece consegnarla al presidente del seggio e lui poi la avrebbe infilata nell'urna.
E tutti (o meglio: vari per l'uno e gli altri per l'altro) a presentarci gli esempi di Bersani e Di Battista che hanno sbagliato infilando loro stessi la scheda nell'urna.

A parte il fatto che, anche fosse veramente una novità, Bersani e Di Battista non sarebbero comunque perdonabili in quanto erano parlamentari quando la nuova legge elettorale è stata votata, quindi dovrebbero averla letta prima ancora di aver votato (a favore o contro qui non è per niente importante, importante è che su quella legge hanno votato in Parlamento).

A parte ciò, che rende la cosa grave per le due singole persone in questione ma non ha valore globale, il problema è che la cosa non è una novità.
Anzi, è sempre stato così.

Andate a leggervi le istruzioni regolamentari che venivano consegnate ai presidenti di seggio prima di ogni elezione: dicevano chiaro e tondo che l'elettore deve consegnare la scheda ripiegata al presidente del seggio (o a uno scrutatore da lui esplicitamente indicato nel caso in cui per cause di forza maggiore lui dovesse temporaneamente assentarsi) e poi questi - in presenza dell'elettore stesso - la inseriva nell'urna.

E no, non venitemi a raccontare delle foto dei politici che infilavano le schede direttamente nell'urna: ho fatto lo scrutatore e mi sono ritrovato in situazioni in cui venivano fatte certe foto.
Come andava? Il politico (o altro presunto vip) di turno faceva finta di inserire la scheda nell'urna, il fotografo scattava e poi il politico tirava indietro la mano (con la scheda che aveva tenuto sempre saldamente in mano), consegnava la scheda al presidente di seggio e questo la infilava nell'urna (senza che il fotografo scattasse, sempre che a quel punto non fosse già uscito dal seggio).

Saluti,

Mauro.

Richiedere asilo politico in Germania

Dopo il voto italiano di ieri possono essere informazioni utili.

Qui è spiegato tutto in inglese, sul sito dell'Ufficio Federale per la Migrazione e i Rifugiati (BAMF).

Saluti,

Mauro.

mercoledì 28 febbraio 2018

Il divino astrologo

Il giuramento sul Vangelo di Salvini mi ha portato a fare qualche considerazione.

Premetto: io sono ateo, ma come quasi ogni italiano vengo da una cultura cattolica. Ergo i Vangeli fanno parte delle mie basi culturali.
Però c'è una differenza tra me e il cattolico medio: lui ha letto (sempre che li abbia letti) solo i Vangeli. Io ho letto tutta la Bibbia. Dalla Genesi fino all'Apocalisse di San Giovanni.
E in più ho letto estratti di altri libri cosiddetti sacri: Corano, Talmud, Veda.

Cosa posso dire al proposito?
Semplicemente che ai cosiddetti testi sacri puoi far dire tutto e il contrario di tutto. Esattamente come accade negli oroscopi.

Ergo: o Dio è un astrologo o i testi sacri poi tanto sacri non sono.

Saluti,

Mauro.

No, lo Spartak non è di Roma

Oggi sul portale ItaSportPress (legato alla Gazzetta dello Sport) è apparso un articolo su un avvenimento del calcio russo.
L'avvenimento in sé non è importante. Importante è ancora una volta l'ignoranza dei giornalisti.

Leggete qui:


Sì, c'è proprio scritto "La compagine capitolina".

Peccato solo che l'aggettivo "capitolina" si riferisca alla parola "Campidoglio" (anticamente "monte capitolino") e non alla parola "capitale".
E non mi risulta che a Mosca ci sia nessun monte o colle chiamato Campidoglio.

Per i pignoli: che la parola "capitale" derivi anche da "Campidoglio" non cambia le cose, "capitolina" rimane riferito a "Campidoglio". "Capitale" viaggia in parallelo, non in sequenza.

Saluti,

Mauro.

martedì 27 febbraio 2018

Le balle sui trasferimenti fiscali

Quando sentite parlare leghisti e antieuropeisti sui trasferimenti fiscali... storcete il naso.

Uno dei cavalli di battaglia di leghisti e autonomisti vari è il mancato ritorno delle tasse pagate nei territori dove esse sono state pagate.
Senza dimenticare che certi ragionamenti possono portare agli estremi che descrissi qui, c'è un problema di comprensione di base.

Esistono due tipi di tasse.
Le tasse locali e quelle nazionali.

Le tasse locali vengono raccolte dagli enti locali e dagli stessi vengono usate. Che vengano usate bene o male, non possono comunque uscire dall'ambito locale.

Le tasse nazionali, dovunque vengano raccolte, appartengono allo Stato e basta, non hanno nulla a che vedere con le regioni, con le varie entità locali dove vengono raccolte.
In Italia non esiste nessun trasferimento da una regione all'altra. Esiste solo il trasferimento dallo Stato alle varie regioni (o altre entità locali).

Quindi quando, per esempio, un Salvini sbraita sui trasferimenti dalla Lombardia alla Calabria, per esempio,sbraita sul nulla: detti trasferimenti non esistono.

Le tasse locali raccolte dalla regione Lombardia rimangono già in Lombardia, non servono leggi per garantirlo.
Le tasse nazionali - dovunque vengano raccolte - appartengono allo Stato e lo Stato le utilizza dove servono. A vantaggio dell'intero paese. Punto.
È lo Stato a trasferire da sé stesso alle periferie (tra cui vi sono anche le regioni ricche come Lombardia, Piemonte o Emilia Romagna) in base ai bisogni delle stesse, non esiste nessun trasferimento da regione a regione.

Saluti,

Mauro.

Il malinteso sulla fuga dei cervelli

Ormai da anni (già dagli ultimi tempi della cosiddetta prima repubblica) si parla del problema della fuga dei cervelli, cioè dei laureati italiani che vanno a cercar successo all'estero (che poi lo trovino anche è un altro discorso, visto che la stampa italiana riporta solo le storie di successo... ma parlare di questo non è comunque lo scopo di questo articolo).

Il concetto di base delle lamentele è: se i giovani devono scappare l'università ha fallito. E giù con nuove riforme dell'università a ogni nuovo governo.
Dimostrando di non avere capito un belino del problema.

Primo: se i giovani scappano dopo la laurea (breve o lunga che sia), significa che il vero problema è ciò che c'è (o non c'è) dopo l'università, non l'università stessa.

Secondo: se questi laureati italiani vengono accolti a braccia aperte all'estero, significa che l'università italiana qualcosa da offrire ha (io stesso ricordo quando nel 1996 mi presentai per un posto di ricercatore in Germania: a un candidato inglese venne chiesto un master per pareggiare la mia laurea - senza master - italiana).

Terzo: la mobilità dei ricercatori e degli scienziati è sempre stata vista come un valore aggiunto per i ricercatori/scienziati stessi e per le università di partenza e di arrivo... quindi il problema delle università italiane non sono i cervelli che se ne vanno, ma quelli che non arrivano!

Facciamola breve.
Freghiamocene se i ragazzi italiani se ne vanno. In realtà è un bene.
Preoccupiamoci piuttosto se i ragazzi stranieri non vengono. Questo è il vero problema.

Saluti,

Mauro.

sabato 24 febbraio 2018

No, lui non ha dato la pensione agli italiani

Uno dei mantra dei neofascisti alla carbonara è il fatto che Mussolini abbia dato le pensioni agli italiani.
Talmente ripetuto, talmente urlato che hanno finito per crederci anche coloro che neofascisti non sono.

Bene, sappiate che è una bufala.

Le pensioni sono state introdotte in Italia nel 1898 (ben prima dell'arrivo del fascismo, quindi) con la fondazione della Cassa nazionale di previdenza per l'invalidità e la vecchiaia degli operai, su base volontaria.
Nel 1919 (quindi sempre prima dell'arrivo del fascismo) l'iscrizione a detta cassa diventa obbligatoria, quindi nascono le pensioni come le conosciamo oggi (a livello di principio, non certo di qualità).
Nel 1933 (quindi ben dopo l'arrivo del fascismo, quindi anche se gli sbraitatori di cui sopra avessero ragione, dovrebbero comunque spiegarci perché Mussolini ha dormito 11 anni prima di fare qualcosa) tale cassa viene trasformata in Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), estendendo le categorie con diritto di pensione.

Va osservato che l'ampliamento dei diritti pensionistici è stato un processo continuo, cominciato prima del fascismo, continuato durante lo stesso e decisamente accelerato dopo la seconda guerra mondiale, quindi anche volendogli dare solo il merito dell'ampliamento... beh, è un merito ben piccolo, visto quanto sopra.

Qualcuno - lo so, perché è una cosa che ho già sentito - ora tirerà fuori che sì, va beh... ma lui ha introdotto le pensioni sociali!
Altra bufala.
Le pensioni sociali non sono - udite, udite! - né merito del fascismo, né dell'antifascismo, essendo state introdotte nel 1969 (sì, 26 anni dopo la caduta del fascismo, 24 anni dopo la fine della guerra e 21 anni dopo l'entrata in vigore della Costituzione) a seguito delle lotte per i diritti civili degli anni '60.

Il riassunto breve di questa storia lo trovate su Wikipedia. Tramite i link ivi presenti potete scoprire di più.

Saluti,

Mauro.

giovedì 22 febbraio 2018

L'inflazione, la matematica e l'ignoranza - Insistono

Oggi dopo aver letto l'articolo di Genova Today intitolato Inflazione, Genova è la seconda città più cara d'Italia mi è venuta voglia di scrivere qualcosa per bastonarli, vista l'ignoranza matematica.

Poi mi sono accorto che lo avevo già scritto nel 2013, allora per bastonare il TG3, nell'articolo L'inflazione, la matematica e l'ignoranza.

Quando i giornalisti impareranno non dico a usare correttamente, ma almeno a rispettare la matematica sarà sempre troppo tardi.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 21 febbraio 2018

La moda delle cose quantiche

Oggi siamo circondati di fuffa pseudoscientifica di ogni tipo. Non serve che vi faccia un elenco.

Certe volte si capisce subito che è fuffa, certe volte bisogna approfondire il tema prima di capirlo (anche se i promotori cercano di convincerci semplicemente a fidarsi).
Certe volte invece la cosa è semplicissima, basta la presenza di una singola parola e sai già che puoi (anzi devi) buttare nel cesso.

Uno di questi casi è la moda delle cose "quantiche", che vorrebbe farci credere che si tratta di cose derivate dalla fisica dei quanti.

Ecco, in italiano non esiste nulla di quantico. La scienza, la fisica in questione sono quantistiche, non quantiche.

Quindi basta la parola: prendete tutto ciò che è quantico, buttatelo nel cesso e tirate lo sciacquone.

Saluti,

Mauro.

martedì 20 febbraio 2018

Una piccola storia di social

Qualche giorno fa mi sono ritrovato a rilanciare una bufala: l'assenteismo di Salvini al Parlamento Europeo.
Come dimostrano i numeri è una leggenda metropolitana, ma dura a morire. Salvini non è certo recordman di presenze, ma (almeno rispetto alla media) non lo si può certo definire assenteista.
Una persona che ha letto il mio tweet mi ha corretto (pacatamente e portando argomenti, come dovrebbe sempre essere, e non come spesso accade accusando chi sbaglia di chissà cosa).
Preso nota della sua correzione non ho cancellato il mio tweet originario ma ne ho pubblicato uno in cui ammettevo l'errore e mi scusavo con Salvini e con i lettori per l'errore stesso (trovo scorretto cancellare gli errori facendo finta di non averli mai commessi come ha fatto, per esempio, il Post in una recente occasione).

E la cosa normalmente finirebbe qui.
Uno sbaglia, viene corretto, rettifica e si scusa e poi la vita va avanti.

Se non fosse che la cosa è successa su un social network...
E quindi?
E quindi il mio tweet originario (quello con l'errore) ha ricevuto vari "like" e "retweet". Il tweet con cui sono stato corretto e quello in cui mi scusavo no. Io e il mio "correttore" ci siamo apprezzati a vicenda con un like, ma praticamente nessun altro lo ha fatto.
La cosa più grave però non è tanto questa... quanto che il mio tweet originario ha ricevuto like e retweet anche dopo la pubblicazione di correzione e scuse.

Perché?
Io personalmente vedo due motivi (due motivi principali, in realtà ce ne sono più di due):
1) La gente agisce prima di leggere tutto, cioè pur vedendo che la discussione continuava con altri tweet, molti lettori si sono fermati al mio primo;
2) Essendo sia io che la persona che mi ha corretto non certo salviniani (anzi né io né lui lo apprezziamo, ma proprio per niente) è probabile che anche la maggioranza dei nostri lettori non lo apprezzino... quindi meglio una notizia falsa contro, che una vera a favore.

Tempi tristi.

Saluti,

Mauro.

I misteri del tedesco 10 - Capire la stazione

Ci sono situazioni in cui i tedeschi capiscono solo stazione.
Vi sembra una frase assurda? In effetti la è. Ma è nonostante tutto corretta ed è comunque ampiamente usata.

Infatti quando in tedesco si vuole dire di non capire nulla (spesso sottintendendo di non voler capire nulla) si usa l'espressione "nur Bahnhof verstehen" (generalmente espresso in prima persona come "ich verstehe nur Bahnhof") che tradotto in italiano letteralmente significa "capire solo stazione" (trasposto nella prima persona di cui sopra: "io capisco solo stazione"), anche se in italiano uno questa espressione non la capirebbe e direbbe semplicemente "non capire nulla" (in prima persona "io non capisco nulla").

Ma da dove viene questa strana espressione?

L'origine è in realtà poco chiara, ma viene spesso riportata alla prima guerra mondiale, dove i soldati in licenza (o, a maggior ragione, quelli sbandati dopo l'armistizio) capivano solo "stazione", cioè gli interessava solo arrivare alla stazione (di partenza e/o di arrivo) e non gli interessava nulla di tutto ciò che stava prima, in mezzo o dopo.
L'espressione si diffuse in Germania comunque negli anni '20 e '30 del '900, quindi dopo, ma non immediatamente dopo, la prima guerra mondiale.
Possibile è che l'espressione sia veramente nata come sopra descritto, ma abbia avuto successo solo grazie ai romanzi di Hans Fallada degli anni '30 nei quali vi erano numerosi riferimenti alla guerra e in cui veniva spesso usata questa espressione (spesso nella forma "immer Bahnhof verstehen", cioè "capire sempre stazione").

Saluti (dalla stazione),

Mauro.

Altre puntate:
I misteri del tedesco 1
I misteri del tedesco 2
I misteri del tedesco 3
I misteri del tedesco 4
I misteri del tedesco 5
I misteri del tedesco 6
I misteri del tedesco 7
I misteri del tedesco 8
I misteri del tedesco 9
I misteri del tedesco 11

lunedì 19 febbraio 2018

La Turchia e la democrazia

Nei giorni scorsi si è tenuta a Monaco di Baviera l'annuale Conferenza sulla Sicurezza.

La delegazione turca era alloggiata in un albergo dove erano presnti anche altre politici, tra cui il parlamentare tedesco Cem Özdemir dei Verdi.
Cem Özdemir è un normale politico che come ogni politico può piacere o no, ma ha due caratteristiche che per la delegazione turca costituivano un problema: Özdemir è di genitori turchi emigrati in Germania negli anni '60 ed è sempre stato critico nei confronti della politica di Erdogan (tra l'altro critiche sempre espresse in maniera civile e mai sopra le righe).

Quindi cosa è successo?
La delegazione turca ha chiesto alle autorità tedesche di allorntare il "terrorista" (sì, lo hanno proprio definito così, neanche fiancheggiatori, sostenitore o amico del terrorismo, proprio terrorista tout court) dall'albergo dove alloggiavano entrambi.

Come ha reagito la Germania?
Ha concesso a Özdemir una scorta di polizia per la durata della conferenza senza allontanarlo dall'albergo.

Tanto per chiarire su Turchia e democrazia.

Saluti,

Mauro.

domenica 18 febbraio 2018

Le percentuali e l'assenza di cultura matematica - Il Post ha corretto

Ritorniamo per l'ultima volta sull'ormai famoso articolo del Post di cui parlai qui e qui.

Il Post ha finalmente corretto lo svarione sulle percentuali:


Però ha corretto mostrandosi scorretto: ha semplicemente sostituito le parole senza ammettere l'errore o aggiungere una nota che spiegasse la correzione.
Chiunque legga l'articolo solo ora quindi è portato a pensare che l'articolo sia stato matematicamente giusto fin dalla sua prima pubblicazione.

No, caro Post, così non va.

Saluti,

Mauro.

venerdì 16 febbraio 2018

Le percentuali e l'assenza di cultura matematica - La censura del Post

Qualche giorno fa vi raccontai qui di una figuraccia matematica del Post.

Feci notare a quelli del Post la cosa anche in un commento all'articolo stesso sul loro sito.
Ma sorpresa... censura.
Sono stati pubblicati un sacco di commenti, alcuni anche idioti e un po' volgari, ma il mio no. E neanche quello successivo in cui chiedevo spiegazioni.

E no, non era un commento volgare: in passato il Post ha pubblicato commenti molto più "coloriti" (anche miei, sono sincero).
E no, non c'entra che avessi messo nel commento un link al mio blog: in passato il Post ha accettato senza problemi commenti con link al mio blog.
E no, non c'entra che li contestavo: su altri argomenti il Post accetta senza batter ciglio contestazioni.

Però fargli notare una cazzata matematica (spiegando anche didatticamente come andrebbero fatti i conti, quindi rendendo tutto sommato un servizio ai lettori) non si può.
La matematica corretta? Non sia mai!

Ah, un'altra cosa: all'articolo in questione il Post ha chiuso i commenti in pochi giorni... cosa per lo meno anomala se non forse addirittura una première.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
E ovviamente l'errore non è stato corretto, come lo screenshot preso oggi mostra:

La puntata seguente:
Il Post ha corretto

martedì 13 febbraio 2018

Un libro necessariamente inutile

O inutilmente necessario, fate voi.

Quando sono sceso in Italia per Natale ho comprato tra gli altri l'ultimo libro di Roberto Burioni, "La congiura dei somari".
Nei giorni scorsi lo ho letto.

Scrittura semplice e scorrevole, testo e contenuti comprensibili anche a chi ha solo la terza media (al netto dell'analfabetismo funzionale dilagante), scelta dei temi e degli esempi attuale e funzionale allo scopo del libro, informazioni contenute scientificamente e fattualmente corrette.
Insomma giudizio estremamente positivo.

Eppure tale libro lascia l'amaro in bocca.
Lascia l'amaro in bocca per il semplice fatto che è stato necessario scriverlo.

In un paese dove istruzione e informazione funzionino questo libro di Burioni sarebbe assolutamente inutile, in quanto molte delle infrmazioni in esso contenute sarebbero patrimonio comune del cittadino medio (e anche meno che medio) e le altre facilmente recuperabili a partire dalle prime per chi ne avesse voglia.

Bel libro, ma è triste un paese che ha bisogno di questi libri.

Saluti,

Mauro.

lunedì 12 febbraio 2018

Le percentuali e l'assenza di cultura matematica

Non serve più che vi dica quanto in Italia le scienze naturali e la matematica siano disprezzate (sia sempre ringraziato Maledetto Croce).
Quando si tratta di numeri, formule, dati e simili quasi tutti sono allergici. Anche (forse soprattutto) i giornalisti.

Leggete questo articolo del Post di oggi.

In particolare questo estratto:


Notate nulla di strano?
Se non lo notate ve lo dico io. Leggete questa frase:

Circa il 13% degli abitanti era a rischio povertà nel 2013, mentre nel 2016 la percentuale è passata a più del 23%, con una crescita di più del 10%.

Vi quadra? Se vi quadra, dovete tornare a studiare matematica.

L'aumento vero è di circa 10 punti percentuali (per la precisione 10,3), che in questo caso equivalgono a un aumento di circa il 78% (prendendo i valori corretti di 23,5% e 13,2%, se prendessimo i valori arrotondati di 23% e 13% l'aumento sarebbe di circa il 77%).

Perché?
In realtà è semplice. Per semplicità consideriamo i valori arrotondati di 23% e 13% (con i valori precisi il procedimento è identico, solo calcoli un pochino più lunghi se svolti a mano).

10% è la differenza "assoluta" tra 23% e 13%, non è la differenza "percentuale" tra i due valori.
Se io, invece di 23% e 13%, vi avessi detto solo 23 e 13 voi avreste (giustamente) detto che tra i due valori c'è una differenza di 10 unità, non del 10%.
Quindi quel 10% rappresenta l'aumento in valore assoluto (potremmo qui quasi considerare il "%" come un'unità di misura).

Per calcolare l'aumento in percentuale devo fare un altro ragionamento.
Prendiamo solo 23 e 13 (e non 23% e 13%). Se io vi chiedo quant'è l'aumento percentuale passando da 13 a 23 voi cosa fareste?
Voi fareste il seguente calcolo (con dP indico l'aumento in percentuale):

dP=[(23-13)/13]x100=76,92%

Che è il modo corretto di calcolare un aumento (o una diminuzione) in percentuale.
E per 23% e 13% invece di 23 e 13 vale assolutamente la stessa cosa.

Usando i valori precisi:

dP=[(23,5-13,2)/13,2]x100=78,03%

Saluti,

Mauro.

Le puntate seguenti:
La censura del Post
Il Post ha corretto

domenica 11 febbraio 2018

Ma la Terra è piatta o cava?

Lo sviluppo di internet ha ridato voce a una particolare categoria di complottisti: quelli secondo cui la sfericità della Terra è una falsità propagata da un complotto politico-scientifico.
Sì, avete capito bene: sto parlando dei terrapiattisti, coloro che credono alla Terra piatta (e hanno anche una loro società "scientifica": la Flat Earth Society).
Non sono certo pericolosi come altri complottisti, ma quanto a mancanza di capacità logiche non sono secondi a nessuno.

Però in realtà esiste una piccola categoria di folli (in questo caso la parola folli è ancora più giustificata di complottisti) che è ancora peggio di loro: coloro che credono che la Terra sia sì sferica, ma anche cava e, udite, udite, credono che noi viviamo sulla superficie interna della stessa e non su quella esterna!
Di teorie che prevedono una Terra parzialmente o totalmente cava ce ne sono sempre state nel corso delle epoche. Alcune la prevedevano cava ma con il mondo come lo conosciamo solo all'esterno, altre prevedevano che oltre al nostro mondo esterno ci fossero anche mondi interni.
Ma la più incredibile, quella a cui mi riferivo all'inizio del paragrafo e alla quale come detto nonostante tutto ancora oggi qualcuno crede, è la teoria della Terra concava.
Secondo questa teoria la Terra è cava e noi viviamo al suo interno (col Sole al centro della sfera).

Insomma... i terrapiattisti rischiano di sembrar quasi ragionevoli al confronto.

Saluti,

Mauro.

I misteri del tedesco 9 - Avere il maiale

Qualche giorno fa, parlando di una puntata dell'Eredità vi avevo introdotto l'espressione tedesca Schwein haben, che significa avere fortuna, ma tradotta letteralmente sarebbe avere maiale.

Ma cosa c'entra il maiale con la fortuna?
Come animale infatti non è mica particolarmente fortunato, visto che finisce diviso tra prosciutti, salsicce e mortadelle :-)

In realtà l'origine non è chiara, anche qui in Germania non ci sono certezze.
Girano quattro teorie, non tutte ugualmente credibili, ma nessuna definitivamente da escludere.

1)
C'è chi dice che arrivi dai giochi di carte, dove un tempo l'asso (Ass in tedesco), la carta di maggior valore, veniva anche chiamato Sau, cioè scrofa. E chi aveva la carta più alta aveva fortuna (16° secolo). In Germania meridionale la parola Sau in tal senso viene usata ancora oggi.

2)
Un'altra teoria riporta ad alluvioni nella cittadina di Hannoversche Münden, dove chi riusciva a salvare il proprio maiale dai flutti aveva dopo l'alluvione una vita migliore di chi aveva perso tutto (immagini al proposito si trovano negli affreschi in municipio).

3)
Terza ipotesi (sempre dal 16° secolo) riporta a tempi difficili in cui la gente ricordava i tempi migliori ricordando di avere avuto un maiale e quindi prosciutto e altri alimentari (detto tra noi, a me questa pare tanto generica da essere tirata per i capelli).

4)
Sembra che nelle feste medievali a chi perdeva nelle gare di tiro venisse dato come premio di consolazione un maiale.
Questa ipotesi viene raccontata, ma probabilmente si tratta di una leggenda metropolitana in quanto nessun documento, neanche apocrifo, del passato riporta detta tradizione. Del resto un maiale era ai tempi un animale di troppo valore per essere concesso come premio di consolazione.

Insomma, le uniche ipotesi in qualche modo credibili sono le prime due, anche se pure per esse non vi sono prove documentali adeguate.
Boh.

Saluti,

Mauro.

Altre puntate:
I misteri del tedesco 1
I misteri del tedesco 2
I misteri del tedesco 3
I misteri del tedesco 4
I misteri del tedesco 5
I misteri del tedesco 6
I misteri del tedesco 7
I misteri del tedesco 8
I misteri del tedesco 10
I misteri del tedesco 11 

sabato 10 febbraio 2018

Ha fatto anche cose buone

Uno dei ritornelli tirati regolarmente in ballo per giustificare (o addirittura assolvere) il fascismo (in Italia, altrove la tattica viene usata per giustificare nazismo, stalinismo o altre dittature).

La mia prima reazione in questi casi è... e allora?
È logico che una dittatura possa fare anche cose buone: una dittatura fa sempre ciò che le serve per mantenere il potere, e tra le cose che le servono possono benissimo esserci anche cose buone.

Ma la cosa più importante è: se giudichiamo i singoli atti di un governo (anche il governo della peggiore delle dittature) questi atti vanno giudicati in sé stessi. E possono essere senza problemi (sì, anche senza problemi morali) giudicati sia positivi che negativi.
Però... però appunto questo vale per i singoli atti.

Se invece vogliamo giudicare il governo in sé - democratico o dittatoriale che sia - dobbiamo giudicare il complesso di quanto detto governo ha fatto, non i singoli atti isolatamente.

E per governi di stampo fascista, nazista, stalinista o simili tale giudizio complessivo non può che essere di condanna senza appello.
Indipendentemente dal giudizio sui singoli atti.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 7 febbraio 2018

Le lingue, queste sconosciute

Sto guardando la puntata odierna de L'Eredità.

Una delle domande è appena stata: "In tedesco avere fortuna si dice Schwein haben, che letteralmente significa avere...?"

Le quattro possibili risposte erano:
- due scarpe
- un'oca
- un maiale
- un quadrifoglio

La concorrente ha risposto: "Non so il tedesco, ma per assonanza con l'inglese dico un'oca".

Ma di che cazzo di assonanza parli visto che oca in inglese si dice goose?
Ci sto provando, ma non riesco a far suonare Schwein e goose allo stesso modo.
(E Frizzi mica glielo ha fatto notare, sempre che lui lo sappia).

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Sì, Schwein in tedesco è maiale.

domenica 4 febbraio 2018

La reazione alle molestie sessuali

Oggi si parla tanto delle molestie nel mondo dello spettacolo e non solo.
Però non è di questo che voglio parlarvi (però il titolo poteva portarvi a pensarlo).

Voglio parlarvi di come una normale ragazza o giovane donna tedesca avrebbe reagito fino a un paio di mesi fa (prima che Hollywood ne facesse uno scandalo mondiale) alle molestie in base a chi le perpetra (OK, un primo cambiamento ci fu dopo i fatti di Colonia del capodanno 2016, ma il cambiamento grosso sta arrivando ora... vediamo in che direzione andrà).
Come esempio prendo una molestia che è vera, grave e illegale ma è ben lontana dall'essere uno stupro (o tentato tale): la pacca sul culo.

Intanto la reazione sarebbe stata diversa a seconda del periodo: nella notte di Capodanno o nel periodo di Carnevale ci sarebbe stata una reazione, nel resto dell'anno un'altra.
E poi ci sarebbe stata una differenziazione in base all'origine dell'autore (o meglio in base a quella che sembra dal suo aspetto): tedesco o nordico, europeo del sud (categoria in cui io rientro sia come origine vera che come aspetto estetico) o dell'est, extraeuropeo.

Vi faccio una tabella in maniera che la cosa sia sufficientemente chiara.


Giudizi e commenti li lascio a voi.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Prima che qualcuno venga a spaccare il capello in quattro (oltre che le palle al sottoscritto): è chiaro che quanto sopra non vale per tutte le ragazze e giovani donne, ma per la maggioranza sì (almeno qui in Germania, ma non vedo perché altrove debba essere diverso).

No, non è un folle

Non serve che vi parli per esteso di quanto successo ieri a Macerata.
Tutti ne hanno scritto e tutti ne avete letto.

Qui voglio solo ribadire un'ovvietà, un'ovvietà che purtroppo molti (anche dalla parte avversa a Traini) stanno negando o per lo meno tacendo.
Traini non è un pazzo. O almeno non è per prima cosa un pazzo.

Per prima cosa è un terrorista.

Come lo fu Breivik (vedasi qui) nel 2011.
Non solo quelli che vengono da altre culture possono essere terroristi. Lo possono essere (e spesso lo sono) anche i "nostri".

Perché un terrorista è una persona che compie reati politicamente motivati. E quelli di Traini e Breivik lo sono.

E noi italiani questo, vista la nostra storia degli anni '70 e '80 del secolo scorso, dovremmo saperlo bene, anzi benissimo. E dovremmo saperlo riconoscere. Al di là delle posizioni politiche di ciascuno di noi.

Saluti,

Mauro.