venerdì 30 giugno 2017

I misteri del tedesco 5 - Numeri al contrario

Tra le tante particolarità e stranezze del tedesco (almeno in confronto alle altre lingue europee) vi è l'inversione decine-unità nella costruzione dei numeri a due cifre.
Cosa intendo?
Ve lo spiego con un esempio. Prendiamo il numero 24. In cifre si scrive così in tutta Europa. Ma in lettere? Vediamolo (limitandoci alle lingue principali).

Italiano: ventiquattro, cioè 20+4.
Inglese: twenty-four, cioè 20+4.
Francese: vingt-quatre, cioè 20+4.
Spagnolo: vienticuatro, cioè 20+4.
Polacco: dwadziescia cztery, cioè 20+4.
Russo: Двадцать четыре, cioè 20+4.
Svedese: tjugofyra, cioè 20+4

Ma... tedesco: vierundzwanzig, cioè 4+20.

E ciò vale per tutti le decine, con solo due eccezioni: i numeri 11 e 12, che vengono resi con una parola unica (11=elf e 12=zwölf).

Vero è che per alcuni numeri c'è l'inversione anche in italiano (i numeri tra 11 e 16: un-, do-, tre-, quattor-, quin-, se-dici) e in inglese (i numeri tra 13 e 19: thir-, four-, fif-, six-, seven-, eight-, nine-teen), ma in tedesco è proprio sistematica per tutte le decine (e, logicamente, si conserva se queste decine sono inserite all'interno di centinaia, migliaia, ecc.).

Saluti,

Mauro.

Altre puntate:
I misteri del tedesco 1
I misteri del tedesco 2
I misteri del tedesco 3 - Culto e cultura
I misteri del tedesco 4 - In cucina

giovedì 29 giugno 2017

Considerazioni sparse sulle amministrative

Un paio di considerazioni sparse sulle amministrative conclusesi col ballottaggio di domenica scorsa in Italia.
Non voglio fare un'analisi completa e sistematica, solo fissare un paio di punti che mi sembrano interessanti e importanti.


1) Non ha vinto un partito o l'altro, una coalizione o l'altra: hanno perso tutti.
Ad aver vinto è stata l'astensione, il disinteresse, il menefreghismo.
Se le cose continueranno ad andare male (o, più probabilmente, peggio) non prendetevela con chi amministra i singoli comuni. Prendetevela con gli elettori che se ne sono fregati e che quindi hanno ridotto i ballottaggi a una specie di lotteria.


2) Sento tanto blaterare di sinistra unita: il PD si lamenta che la sinistra "vera" ha favorito le destre per fare la "dura e pura" (P.S.: non è vero), i partiti a sinistra del PD si lamentano che il PD non ha cercato il dialogo (P.S.: non è vero se parliamo del PD, lo è se parliamo solo della persona Renzi).
Entrambi però aggirano, ignorano il vero punto: ai ballottaggi, anche se PD e sinistra "vera" avessero fatto blocco, nella maggioranza dei casi i numeri non sarebbero bastati lo stesso. È da qui che deve partire la riflessione, non da altro.


3) Renzi (come già al referendum) ha fatto l'errore di personalizzare troppo il voto. E alle amministrative questo non ha MAI funzionato. Per nessuno. Tranne che, logicamente, per i candidati sindaci. E Renzi non lo era in nessun comune.


4) Qualche "analista" ha sostenuto che la discussione sullo "ius soli" (che tra l'altro non avremo anche se la legge in discussione dovesse passare senza modifiche, leggetevela bene) ha influito sul voto contro il PD. Io personalmente non credo, o almeno - se lo ha fatto - lo ha fatto in maniera molto marginale.
Se lo "ius soli" avesse spinto gli elettori, l'astensione sarebbe stata molto inferiore, vista la presenza insistente e ubiqua del tema nel dibattito non solo politico.


5) Comunque si valuti il voto di domenica scorsa non credo che lo si possa considerare un test significativo per le prossime politiche, come di fatto (nonostante le leggende metropolitane) le amministrative non lo sono mai stato.
A maggior ragione non lo sarà se la legislatura riuscirà ad arrivare alla sua fine naturale e non si voterà in autunno.


6) Tanti si chiedono come mai Grillo non riesca a sfondare nella "sua" Genova. La domanda è giustificata (del resto anche alle politiche e alle comunali precedenti il M5S ha ottenuto a Genova risultati più deludenti della media nazionale).
Non credo c'entri la tradizione politica della città (se c'entrasse non sarebbe mai stato eletto un sindaco sostenuto anche dalla lista neofascista della Meloni).
La mia impressione da genovese è che Grillo abbia trattato Genova con troppa supponenza. È come se lui avesse pensato: "Io vengo da Genova quindi Genova mi deve votare a prescindere, non serve che mi impegni". E la ha pagata.


Saluti,


Mauro.

mercoledì 28 giugno 2017

Processi per direttissima - Hillsborough Stadium

Qualche giorno fa vi avevo raccontato del processo "per direttissima" per la strage della Love Parade di Duisburg del 2010.

Ci sono paesi comunque che se la prendono ancora più comoda della Germania. Per la precisione il Regno Unito.

Il 15 aprile 1989 allo stadio di Hillsborough a Sheffield, prima della semifinale della coppa d'Inghilterra, ci fu un incidente (non tumulti tra le due tifoserie, quindi niente a che vedere con gli hooligans) che provocò una strage: 96 morti.
Fu chiaro fin da quasi subito che qualcosa non aveva funzionato nell'organizzazione e nelle misure di sicurezza.

Negli anni si sono susseguite le indagini e... finalmente oggi, 28 giugno 2017, David Duckenfield - ai tempi responsabile della polizia a Hillsborough - e altre cinque persone sono state incriminate per omicidio colposo.
Ad agosto comincerà il processo penale.
Solo 28 anni e 4 mesi dopo.
Per direttissima, insomma.

Saluti,

Mauro.

sabato 24 giugno 2017

Perché il terrorismo islamico non colpisce in Italia? - 2

Ad agosto 2016 spiegai qui perché il terrorismo islamico non colpisce in Italia.
Logicamente venni contestato, anche (soprattutto) da chi aveva letto sì, ma capito no (o meglio, aveva capito quello che voleva capire, e così ritorniamo qui).

Bene, sostanzialmente ieri il Guardian (aggiungendo analisi e fonti) mi ha dato ragione: Why has Italy been spared mass terror attacks in recent years?

È antipatico e arrogante dire "Io l'avevo detto". Però stavolta è anche giusto.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Il Guardian, non la Bild, il Daily Mail o il Fatto Quotidiano. Per fortuna.

mercoledì 21 giugno 2017

Abbacchiamento

Se uno è abbacchiato (prima che fraintendiate: solo abbacchiato, non depresso o peggio) senza motivo... cosa consigliereste per risolvere il problema?

Saluti,

Mauro.

lunedì 19 giugno 2017

Le persone non leggono quello che scrivi

Ma quello che loro decidono tu abbia scritto.

Mi spiego con un esempio.

Recentemente ho sostenuto su Twitter che 25 anni fa la Lega Nord veniva vista da molti giornalisti e politologi come la nuova sinistra (esattamente come il M5S più di recente).
Questa affermazione è stata fortemente contestata.
E fin qui tutto bene: se ho detto una cosa sbagliata è giusto contestarla (e al limite anche contestarmi, se lo si fa in toni civili).
Il problema sono gli argomenti usati per contestarla.
Il ritornello era: come puoi affermare che la Lega fosse di sinistra? La Lega è di destra!
Ergo, questi contestatori non hanno letto ciò che ho scritto, ma ciò che (per chissà quali recondite ragioni, visto che il mio pensiero sulla Lega è chiaro e ben noto) si aspettavano di leggere.

Se vuoi contestarmi, devi prima imparare a leggere: io ho scritto che molti politologi e giornalisti ritenevano la Lega la nuova sinistra, non ho sostenuto che la Lega lo fosse.
Non è vero che molti giornalisti e politologi lo sostenevano? Bene dimmelo, ma non dirmi che io sostengo ciò, visto che non lo ho fatto.

E soprattutto non continuare a dirlo dopo che te lo ho spiegato anche con altre parole (come ho effettivamente fatto).
La prima volta credo, logicamente, di essermi spiegato male io, la seconda magari anche... ma alla terza è chiaro che il problema sei tu, non io.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Questo è solo l'esempio "fresco". Mi è capitato anche altre volte su altri argomenti e vedo che capita a tante altre persone, non solo a me.

venerdì 16 giugno 2017

È morto Helmut Kohl

Nel 1982 Helmut Kohl divenne cancelliere qui in Germania.
Nel 1996, quando arrivai qui io, era ancora cancelliere... e molti (anche suoi nemici) gli prospettavano almeno altri dieci anni di cancellierato.
Ma il mio arrivo fu un terremoto e alle prime elezioni successive, nel 1998, Kohl cadde.

Insomma, senza di me i tedeschi avrebbero avuto Kohl cancelliere praticamente a vita :-)

Saluti,

Mauro.

mercoledì 14 giugno 2017

La maggioranza bulgara di Macron

Macron ha ottenuto col suo partito En Marche all'Assemblea Nazionale una maggioranza assoluta, che un tempo avremmo definito bulgara.
Essendoci dei ballottaggi aperti non si conoscono ancora i numeri precisi, ma già si sa che En Marche otterrà più di 400 seggi sui 577 totali.
Una maggioranza, credo, mai vista in un paese europeo democratico (forse in paesi piccoli, ma di sicuro non in paesi di dimensioni medio-grandi).

I sostenitori della preminenza assoluta della governabilità rispetto a ogni altra cosa (democrazia compresa) staranno sbavando dall'invidia dietro al risultato di Macron.
Tanto a Roma, quanto a Berlino o Madrid o altrove.
Ma quello che mi sto chiedendo io è altro.

Premesso che il risultato di Macron è totalmente legittimo ed è arrivato in maniera democratica (un sistema elettorale perfettamente democratico in realtà non esiste... ma confronto, per esempio, a quello presidenziale USA quello francese è anni luce avanti): è un bene - in un Parlamento democratico - che un partito (non una coalizione, un singolo partito) abbia una maggioranza così schiacciante?

Non lo so, ma temo di no.
La politica è anche compromesso, è pensare al paese tutto.
Non è solo avere un programma (anche il migliore dei programmi) e portarlo avanti stile schiacciasassi.
Con una maggioranza così schiacciante rischi di confondere il paese col tuo elettorato.
E così non è. Non è mai, in nessun paese.
Una maggioranza del genere rischia di dare alla testa anche al più ragionevole dei politici.

Vero è che un tempo qualcuno (purtroppo non ricordo chi) disse che un voto plebiscitario è la forma più perfetta di democrazia, perché se tutti votano per te allora tu rappresenti veramente tutti... però (al di là dell'essere d'accordo o meno su quest'affermazione) qui abbiamo una maggioranza schiacciante, non un 100% dei voti... :-)

Saluti,

Mauro.

venerdì 9 giugno 2017

Riina e la morte dignitosa: stiamo parlando del nulla

In questi giorni si sta parlando tanto (e generalmente a sproposito) della sentenza della Cassazione su Totò Riina.
Dopo le false e sensazionalistiche notizie dei giornali già molti hanno messo in chiaro che la Cassazione non ha ordinato la scarcerazione di Riina.
Ha solo rinviato il tutto di nuovo al Tribunale di Sorveglianza, in quanto le sue motivazioni erano insufficienti e in parte contradditorie.
Per capirlo ai "giornalisti" sarebbe bastato leggere l'ultima frase della sentenza della Cassazione (non sarebbe neanche stato necessario leggere la sentenza completa, che comunque trovate qui):

"Annulla l'ordinanza impugnata e rinvia per nuovo esame al Tribunale di Sorveglianza di Bologna".

Ma non è tanto di questo che volevo parlarvi, la cosa è già stata chiarita bene altrove.

Quello che vorrei far notare è che in realtà si sta parlando del nulla. Sia gli avvocati di Riina che i vari tribunali si stanno occupando di una cosa che non ha senso (ma che chiaramente agli avvocati porta pubblicità e ai tribunali anche, in un modo o nell'altro).

Il punto è che l'ordinamento giuridico italiano prevede il diritto a una morte dignitosa anche per i detenuti, anche per i peggiori criminali detenuti.
E su questo credo che nessuna persona civile abbia qualcosa da ridire (è chiaro che le vittime la vedano spesso diversamente, ma non si può pretendere che le vittime perdonino, bensì solo che accettino le sentenze).

E Riina è malato seriamente (oltre che vecchio, il che certo non agevola la salute). Questo è un fatto.
Merita di morire dignitosamente? Per la legge sì (qualsiasi cosa noi moralmente pensiamo di lui).
E le carceri italiane non sono proprio il luogo migliore per morire con dignità, le condizioni della maggior parte di esse sono (eufemismo) "deficitarie".
E Riina è detenuto nel carcere di Parma (non so se sia tra i migliori o tra i peggiori in Italia, ma - come capirete sotto - la cosa in questo caso non conta proprio un belino).

Sicuri sicuri che Riina sia in carcere?
Burocraticamente sì... ma di fatto no.

Riina è ricoverato all'Ospedale Universitario di Parma in una camera singola posta momentaneamente sotto la giurisdizione del carcere di Parma, in quanto Riina è un detenuto, ma l'infermeria del carcere non poteva garantire adeguate cure.
In quella camera, a parte il fatto che è costantemente sotto sorveglianza delle forze dell'ordine e che non può ricevere visite liberamente come gli altri degenti, Riina ha le stesse comodità (o scomodità, visto che è pur sempre un ospedale) e riceve la stessa assistenza sanitaria degli altri degenti.
Sta morendo in un ospedale (o casa di cura), come la maggioranza delle persone (liberi cittadini o detenuti che siano) nelle sue condizioni di salute ed età.

Mi sapete dire dov'è la mancanza di dignità in questa situazione?
Riina sta morendo in maniera assolutamente dignitosa. All'ospedale.

Stiamo parlando del nulla.

Saluti,

Mauro.

giovedì 8 giugno 2017

Il (ora) famoso e frainteso articolo 32 della Costituzione

Tempo fa vi avevo parlato di come come costituzionalisti da strapazzo fraintendano e stravolgano l'articolo 11 della Costituzione.

Da quando è scoppiato il casino coi vaccini c'è un altro articolo diffusamente strapazzato, stravolto e frainteso: l'articolo 32.

I grandi "patrioti" difensori della libertà e della Costituzione (che non hanno mai letto, anche perché non so se sappiano leggere) ne citano sempre due bellissime frasi:

"La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo"

e

"Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario".

E cari miei questa è, come già raccontato per l'articolo 11, lettura selettiva, non è la Costituzione.
L'articolo 32 della Costituzione recita:

"La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana."

Notate le parole in grassetto?
Notate come i bellimbusti di cui sopra non solo tagliuzzano l'articolo ma addirittura le singole frasi?

Bene, quelle parole in grassetto significano due cose:

1) Che il diritto alla salute della collettività prevale su quello del singolo, ergo se metto in pericolo la salute degli altri, lo Stato non tutela più il mio diritto a scegliere se e come curarmi, ma tutela la collettività;

2) Che io non posso essere obbligato a nulla solo fino a che a rischio è solo la mia salute, se appunto invece metto a rischio la salute altrui (per esempio annullando l'immunità di gregge non vaccinandomi) lo Stato può obbligarmi a un trattamento sanitario, eccome se può (per fortuna)!

Detto ciò si capisce che il decreto sui vaccini (come scrissi qui) è totalmente insufficiente, nonostante la contestazione di tutte le oche starnazzanti "libertà, libertà, qua qua qua".

Saluti,

Mauro.

mercoledì 7 giugno 2017

Processi per direttissima - Love Parade

Molti dei miei lettori ricorderanno la strage alla Love Parade di Duisburg del 24 luglio 2010.

Il 6 o l'8 dicembre comincerà a Düsseldorf il processo (ipotesi di reato: omicidio colposo e lesioni colpose) contro sei dipendenti del comune di Duisburg e quattro dipendenti dell'organizzatore.

Sì, avete letto bene: comincerà, non si chiuderà.

7 anni, 4 mesi e 13 (o 15) giorni dopo i fatti. Con i presunti responsabili noti fin dal primo giorno.

Processo per direttissima, direi.

Saluti,

Mauro.